Exit

Qualche giorno fa bighellonavo per le vie del centro alla ricerca di qualcosa di interessante da acquistare.
Lo sapete no, quando sentite l’impulso per cui dovete per forza comprare qualcosa, impellente come un prurito. Quelle giornate che vi alzate, guardate le vetrine e pensate: è sicuramente un buon giorno per farmi un regalo. Così ho deciso di regalarmi dei dvd. Mentre scelgo i titoli un ragazzo si avvicina e mi chiede se sono un’appassionata di cinema. Lui sì. Ama il cinema. Subito mi dice che secondo lui io sono “una da film Disney”.
Non so se intendesse che assomiglio ad una principessa oppure ho un’aria tremendamente infantile. Nel dubbio se prenderlo a ceffoni o ringraziare decido di spiegarli che sto spulciando i titoli dello Studio Ghibli nella speranza di qualche offerta.

“Studio che? No, non conosco.”

Il gelo. Il ragazzo non sapendo più cosa dire mi fissa e io resto col vuoto dentro. Non conosce lo Studio Ghibli. Poi mi guardo intorno, osservo le persone e mi sale il panico. Quante di loro, potenzialmente, non conoscono lo Studio Ghibli? Quante non conosco la magia di questi capolavori d’animazione? Quanti ancora non hanno avuto modo di scontrarsi dal 1985, anno della sua fondazione, ad oggi, col genio del sommo Miyazaki e del suo entourage? Devo fare qualcosa. Di colpo la voce di quel tizio mi riporta alla realtà:

“Vale la pena guardarne uno? Perché mi consiglieresti di scegliere un film dello Studio Ghibli?”

In fondo al tunnel, la luce. Forse non tutto è perduto. E dunque, eccomi qui. Ho iniziato a riflettere. Perchè? Perché scegliere di schiacciare play? Quali sono i motivi del mio amore per lo Studio Ghibli? Potrebbero diventare i vostri? Ve li riporto di seguito:

  1. I film d’animazione dello Studio Ghibli non vogliono essere meri prodotti d’evasione. Non presentano una realtà edulcorata con lo scopo di creare un mondo favolistico in cui perdersi e sognare. Al contrario, vogliono dare vita a un universo in cui immergersi consapevolmente come in una realtà storica, accompagnando i protagonisti in un viaggio che è anche percorso di crescita, trasformazione e confronto con se stessi e con altre realtà. Succede così ad esempio in Kiki, Consegne a Domicilio, storia di una giovane strega che deve partire lasciando la sua casa natia per rendersi autonoma alla sola età di 13 anni, affrontando non solo le difficoltà dell’apprendistato ma anche quelle tipiche dell’adolescenza. Oppure ancora in Porco Rosso, dove le vicende del protagonista, un abile aviatore trasformato in un maiale antropomorfo da un sortilegio, si articolano sullo sfondo della seconda guerra mondiale, scenario in cui perdere la propria umanità è più facile che ritrovarla.
  2. Nell’Universo Ghibli ci sono una componente estremamente realistica e una fantastica. La componente fantastica si basa in gran parte sulla magia, fattore scatenante delle peripezie ma anche chiave di volta nelle vicende più ardue. La magia non è solo un dono che viene fatto al protagonista ma qualcosa che va conquistato e controllato e che non esula da sofferenza e dolore. In poche parole, la magia dà e la magia toglie,  come accade ne Il Castello Errante di Howl. Per Howl e Sophie essa è sia maledizione che benedizione, possibilità di salvezza e incontro con la morte.
  3. I film d’animazione del Maestro danno spesso ampio respiro alla componente naturalistica che si interseca fortemente col mondo degli spiriti e delle divinità. La realtà divina e ultraterrena non può prescindere il cammino dell’uomo. L’uomo apre sempre ferite nel ventre della madre terra e la madre continua a dare prova di forza ai suoi figli, senza risparmio di colpi. Tuttavia, per quanto si feriscano a vicenda, alla fine cercheranno sempre una via per dialogare e riconciliarsi. In questo senso la sofferenza e la distruzione sono passaggi necessari per stimolare la consapevolezza e la conoscenza, per riappropriarsi del proprio posto nel mondo e nella società, come nel caso di Principessa Mononoke.
  4. GIRLS POWER. I capolavori di Hayao Miyazaki vedono sempre le donne come protagoniste. Non sono donzelle che hanno bisogno di un principe azzurro per essere salvate, ma sono moderne eroine che si fanno e si salvano da sole, tirando anzi spesso fuori dai guai la controparte maschile. Le donne dello Studio Ghibli ricercano l’indipendenza e l’autonomia; sono forti, fiere, orgogliose, fortemente introspettive ma anche selvagge e indomite. Infine, sono pronte a sacrificarsi per il bene comune, ad anteporre la salvezza degli altri alla loro senza risultare patetiche o esagerate, ma con lucidità e compostezza.
    San, Kiki, Chihiro, Sheeta, Sophie. Tutte cercano di sovvertire le leggi patriarcali.
    Inoltre, le giovani protagoniste, risultano le uniche in grado di comunicare con la natura, con l’essenza del mondo e quindi le uniche in grado di portare salvezza e ristabilire l’armonia.
  5. I film dello Studio Ghibli presentano diversi livelli di lettura e sono per questo rivolti a grandi e piccini in maniera eguale. Affrontano tematiche forti come l’amore, la morte, il sacrificio, la sofferenza. Miyazaki non vuole incantare i bambini intortandogli il discorso con qualche bella storiella o metafora, ma desidera insegnargli, attraverso le sue fiabe contemporanee, cosa sia la vita. Fiabe non favole. Storie, non fandonie. I bambini posseggono la vista. Come Mei e Satsuki ne Il Mio Vicino Totoro, possono vedere cose, accedere a mondi e realtà da cui gli adulti sono esclusi e per questo motivo non è possibile nascondergli nulla. Proteggere i bambini non vuol dire mentire loro e tenerli all’oscuro ma scegliere il linguaggio giusto con cui rivolgersi loro. In Giappone la censura ha parametri di tolleranza diversi che nel mondo occidentale, dove si teme che i più giovani non sappiano distinguere la differenza tra visione e realtà e che quindi si lascino condizionare e influenzare negativamente da ciò che appare sullo schermo. Per tali motivi  lo Studio adotta una politica intransigente per quanto concerne i tagli nella distribuzione fuori dai confini nazionali.
    Si può vedere un film Ghibli a qualunque età e ogni anno che passa sembrerà da un lato lo stesso film ma dall’altro anche un film sempre nuovo, che dischiude di volta in volta ulteriori significati e lascia spazio a interpretazioni.
  6. Questi capolavori sono delle reali opere d’arte. Allo studio si lavora come in una vera e propria bottega. Schizzi, disegni, tavole. Protagonisti e scenari vengono sempre prima rigorosamente dipinti a mano e solo in seguito scannerizzati e digitalizzati. Il tocco personale degli artisti è visibile nello stile, nella linea, nel tratto e nella ricchezza visiva che solo un lavoro artigianale può restituire. Capita spesso allora, osservando una scena, di avere l’impressione di trovarsi davanti ad un dipinto più che a film d’animazione.

Che ci fate ancora qui? Correte a vedere!

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