Exit

Quando abbiamo deciso di creare Chora, uno dei primi passi intrapresi è stato quello di confrontare la nostra idea con altre in linea alla nostra filosofia .
Tra quelle che più mi han colpito un posto di rilievo lo guadagna l’esordio registico di Tom Lowe,  che anche grazie a due community di ambito creativo è riuscito a portare a termine la gestazione del suo primo cortometraggio.
Mi riferisco a “TimeScapes”, cortometraggio che ha saputo ipnotizzare il pubblico con i suoi meravigliosi timelapse, non più veicolo di un semplice esercizio di stile, ma una vera e propria scelta narrativa.

Recentemente abbiamo già parlato di Tom Lowe  analizzando gli aspetti pioneristici che il suo prossimo Awaken porterà nelle sale cinematografiche.
Allora perché tornare indietro nel tempo e parlare di Timescapes?
Semplice, Timescapes, oltre a poter essere definito come il padre di Awaken, è un caso di produzione cinematografica ancora sui generis.
Passa quasi in secondo piano il fatto che è stato girato, post prodotto (editing, grading) interamente in 4K (4096 x 2034 pixels) diventando il primo film 4K ad essere presentato al pubblico in questo formato.
Infatti oltre al dvd convenzionale è possibile acquistare il film su una chiavetta USB come file da 31 GB o come file da 140 GB a 12 bit su Hard Disk.
L’aspetto davvero rilevante è che probabilmente senza Vimeo e successivamente il forum Timescapes creato e lanciato dallo stesso Lowe probabilmente oggi non parleremmo di questo corto e del successivo Awaken.
Andiamo con ordine.

Tom Lowe ha iniziato a postare video sulla piattaforma Vimeo quasi per gioco, suscitando però con il passare del tempo e dei video  un crescente consenso e numero di followers.
I timelapse erano sicuramente il suo cavallo di battaglia, così mentre si cimentava in queste riprese Tom lancia il forum Timescapes.org creando in poco tempo una comunità dedicata unicamente ai Timelapse superiore ai 5000 membri.
Proprio su questa piattaforma Tom viene in contatto con il compositore e produttore neozelandese Nigel John Standford.
Dopo un breve scambio di mail fra i due, Stanford decide di finanziare le riprese ed il progetto Timescapes vede la sua genesi.

 

(Doppio click per lo schermo intero)

Lowe trascorre  2 anni girovando sul suo pick-up, il tempo che è durata la fase di ripresa del film, e si concentra prevalentemente negli Stati Uniti occidentali.
Sono 250 le notti che Tom trascorre all’aperto per realizzare i numerosi Timelapse della volta celesete, accompagnato dalla Red Epic e la Canon 5d Mark II.
Durante questi due anni di produzione, Lowe viene insignito del titolo “Fotografo Astronomico dell’anno 2011” grazie ad uno scatto che ritraeva un Bristlecone Pine di 4000 anni stagliarsi alla Via Lattea.
Quello che non potevano sapere i giudici è che lo scatto non era altro che un frame di uno dei Timelapse che Lowe aveva realizzato per il suo film.
Il premio conquistato e i 2 trailer pubblicati durante la fase di produzione che superarano i 3 milioni di views, anticiparono quello che sarebbe stato il successo di Timescapes.

 Come detto in apertura, quando si cerca di costruire qualcosa è sempre importante confrontarsi con realtà precedenti, personalizzandole e rinnovandole in base alle proprie linee guida e gli obbiettivi.
La storia di Lowe è una storia stimolante e che deve motivare ogni creativo a partecipare attivamente alla vita di queste community, condividendo il proprio lavoro ma allo stesso tempo interessandosi a quello altrui. Sia esso strumento d’ispirazione o semplice confronto è un peccato non sfruttare una risorsa che qualche decennio fa era impensabile.
Alimentare concretamente la propria e l’altrui passione è forse una delle ultime barriere che dobbiamo ancora abbattere.

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