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PREMESSA: i giudizi, valutazioni e pareri sono espressione personale della redazione di Chora, in particolare di chi si occupa della sezione cinema.

Anche questo 2018 si è concluso. Un anno che certo non sarà ricordato positivamente dall’industria cinematografica, ma di questo parleremo nei primi giorni di gennaio in un articolo dedicato agli incassi del 2018.

Non è stato un anno straordinario  neppure per la qualità generale dei film usciti. Ci si aspettava molto da alcuni grandi registi i cui film si sono rivelati davvero poco entusiasmanti: mi riferisco in particolar modo a Guillermo Del Toro con La forma dell’acqua, Fatih Akin con Oltre la notte, Spike Lee con Blackkklansman, Terry Gilliam con L’uomo che uccise Don Chisciotte e Paolo Vizì con Notti Magiche. Queste sono state, secondo chi scrive, le delusioni più grandi di quest’anno cinematografico.

Ma veniamo alle note più positive di questo 2018!

IL PODIO CHORA:

  1. Foxtrot – La danza del destino di Samuel Maoz

Paese di produzione: Israele

Data d’uscita italiana e distribuzione: 22 marzo 2018 (Academy Two)

Samuel Maoz aveva già incantato il pubblico con il suo film Lebanon, Leone d’Oro a Venezia 66. Lo avevo inserito tra i registi più interessanti della cinematografia israeliana nell’articolo che trovate cliccando qui. Con Foxtrot riesce addirittura a superare quell’incredibile esordio. Torna la tematica militare, ma questa volta Maoz si dimostra ancora più critico riguardo le politiche militari del suo paese. Il regista israeliano, proprio come i suoi protagonisti, si diverte a danzare tra lo stile di Roy Andersson e quello del suo connazionale Ari Folman. Maoz ripartisce il film in tre atti incatenati, in un ciclo che ci riporta all’inizio: ogni nostra azione (o errore?) determina una situazione e può essere talvolta vitale o mortale per qualcuno. Non si può scappare dal destino perché esso danza; e non danza un ballo qualunque, ma il foxtrot.  Leone d’argento a Venezia 74.

2.  Un affare di famiglia di Kore’eda Hirokazu

Paese di produzione: Giappone

Data d’uscita italiana e distribuzione: 13 settembre 2018 (BIM)

Osamu e Shota stanno tornando a casa. Ad aspettarli ci sono altre tre persone. Persone comuni che condividono lo stesso tetto, ma che non sono parenti. Vivono insieme per solidarietà (o necessità?) e sono giunti al punto di assegnarsi dei ruoli per poter sopravvivere alla vita della periferia di Tokyo. L’inserimento di una sesta coinquilina, la piccola Yuri, scombussolerà destini e animi dei protagonisti. Il film di Kore’eda è incredibilmente interessante perché, diversamente da come siamo abituati, non sono le trame a costruirlo, abbiamo già visto molto sulla povertà, sulle diseguaglianze sociali ed economiche e sulle famiglie illegittime, ma sono le emozioni e i sentimenti a tessere la trama del racconto: le piccole azioni che la famiglia dedica alla piccola Yuri. Il miglior modo per descrivere l’ultimo lavoro del regista giapponese lo prendo in prestito dalla definizione di Goffredo Fofi sull’Internazionale: “ha saputo raccontare  l’immenso bisogno di tenerezza che reagisce all’egoismo e che è tanto più forte quanto più una società isola, rende soli”.

3.  Il sacrificio del cervo sacro di Yorgos Lanthimos

Paese di produzione: Regno Unito, Stati Uniti d’America

Data d’uscita italiana e distribuzione: 28 giugno 2018 (Lucky Red)

Steven è un cardiologo: ha una bellissima moglie, Anna, e due figli, Kim e Bob. All’insaputa di costoro, tuttavia, si incontra frequentemente con un ragazzo di nome Martin, come se tra i due ci fosse un legame, di natura ignota a chiunque altro. Quando Bob comincia a presentare degli strani sintomi psicosomatici, la verità su Steven e Martin sale a galla. Lanthimos, come tutti i registi di cui vale la pena parlare, è un regista che difficilmente lascia indifferenti: lo si può amare o odiare. Io faccio parte della prima categoria. Il sacrificio del cervo sacro è un gioco al massacro in pieno stile Funny Games di Haneke, ma con l’aggiunta di mitologia e soprannaturale. In questa sua avventura “americana” Lanthimos non perde il legame con la sua terra, la Grecia, e regala al pubblico la sua regia più ispirata. Miglior sceneggiatura al Festival di Cannes 70.

Ricordiamo agli appassionati di Lanthimos che il suo prossimo film La Favorita è in uscita il 24 gennaio.

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