Exit

Era il 2016 quando mi imbattevo per la prima volta in una canzone dal titolo ‘Brujas’ su YouTube, il pezzo estratto dall’album ‘1992’, era cantato da una giovane rapper proveniente dal quartiere di Harlem, New York, che rispondeva al nome di Princess Nokia. Princess Nokia, classe 1992, racconta attraverso le sue ‘barre’ ed il suo video la cultura della sua gente, la cultura delle brujas, ovvero delle streghe. Il testo è accompagnato da un video che si apre con la rappresentazione di Yemaya, l’Orisha (Dea) dell’acqua e prosegue con immagini di Nokia e delle sue sorelle che, in abiti bianchi, si dedicano ad una serie di rituali strettamente legati con la natura.

I’m that Black a-Rican bruja straight out from the Yoruba
And my people come from Africa diaspora, Cuba
And you mix that Arawak, that original people
I’m that Black Native American, I vanquish all evil
I’m that Black a-Rican bruja straight out from the Yoruba
And my ancestors Nigerian, my grandmas was brujas
And I come from an island and it’s called Puerto Rico
And it’s one of the smallest but it got the most people […]’

[Brujas – Princess Nokia]

Ma dove nasce la Brujeria?
La Brujeria, dallo spagnolo ‘stregoneria’, è il culto che prende origini dalla diaspora Afro-Latina e che per questo motivo, ritroviamo in moltissime altre culture con nomi diversi: dal Voodoo haitiano, alla Santeria cubana ed il Condomblé brasiliano. Per chi è poco pratico di stregoneria, o per chi semplicemente ignora la sua esistenza, ci tengo a precisare che essa non è necessariamente legata al satanismo e che vi sono ovviamente differenti tipi di brujas e brujos. Generalmente ci si avvicina a questo culto grazie al richiamo dei propri antenati, la Brujeria infatti è qualcosa che viene tramandata e difficilmente potrete imparare e praticare semplicemente leggendo libri o blog dedicati all’argomento. Il suo principio rimane quello di costruire un legame con il proprio spirito, attraverso la meditazione e rituali che prevedono omaggi nei confronti della madre terra e degli dei.

Ma perché il culto della Brujeria è importante oggi più che mai? La Chiesa è stata per lungo tempo uno dei principali organi a stigmatizzare questa pratica, durante l’era dell’Inquisizione infatti, sono ben noti i provvedimenti che vennero presi nei confronti di chiunque esercitasse questo genere di culto, ma anche di chi fosse semplicemente sospettato di praticarlo, ma mentre la stregoneria veniva egualmente esercitata da ambo i sessi, furono nella maggioranza dei casi le donne ad averne la peggio. Durante questo periodo infatti, le donne che praticavano la stregoneria erano principalmente curatrici e venditrici di talismani, ma nel sedicesimo secolo la figura della donna perse ogni sorta di autorità legale fuori dal matrimonio, mentre gli uomini al contempo si riservavano il diritto di intraprendere relazioni extra coniugali e nel peggiore dei casi, di esercitare violenza. La stregoneria nacque quindi anche come movimento di protesta e di sostegno per quelle donne che, consapevoli di non poter essere rappresentate da un sistema giudiziario fortemente influenzato dalla religione e dal patriarcato, vi trovarono rifugio tra le sue pratiche.

Taboo per la Chiesa e per i colonizzatori che contribuirono ad opprimerne la pratica, la Brujeria trova spazio, oggi più che mai, tra i giovani di tutto il mondo che reclamano le proprie origini, la propria storia ed i propri antenati, in segno di rivalsa, rafforzando i suoi legami con le comunità di giovani femministe ed i movimenti LGBTQ, trovando spazio nella musica, nell’arte e nel cinema. Brujos è una web serie del 2017 che ha come protagonisti un gruppo di giovani stregoni queer, di origini latine, con base a Chicago. Gli episodi seguono le loro vicende attraverso i banchi di scuola e racconta l’anormalità con normalità, tenendosi inoltre lontano da ogni sorta di stereotipo sul mondo gay. La serie è auto-prodotta e i creatori stanno raccogliendo tutt’ora donazioni con l’intento di donarle un degno finale. Se il ruolo della Brujeria ha trovato libero spazio in serie tv come American Horror Story e anche nel paese del Sol Levante, dove possiamo trovarvi riferimenti nel famoso manga Bleach, è stato Netflix a dedicarvi una serie di 10 episodi dal nome ‘Siempre Bruja’. Disponibile dal 1 febbraio, in collaborazione con nuovi talenti provenienti dall’America Latina, la serie, inizialmente ambientata nel 600 e successivamente ai giorni nostri, segue le vicende di una strega di 19 anni di nome Carmen che, tenuta in schiavitù per essersi innamorata di un uomo bianco all’interno del suo villaggio e condannata successivamente al rogo, scapperà alla sua sorte trovando rifugio nella Colombia dei giorni nostri.

I media hanno giocato un ruolo decisivo per la diffusione di questo culto, rendendo popolare una pratica ai molti ancora sconosciuta. Ciò ha dei pro e dei contro, perché nonostante sia importante rendere fruibile a tutti queste conoscenze, rimane comunque necessario preservarne l’autenticità di chi originariamente si è prodigato per esercitarla. In poche parole, si deve pensare alla Brujeria non come alla moda del momento, ma come ad una cultura vera e propria, che poi è quello che è. Le nuove generazioni stanno gradualmente ridefinendo il legame con la loro cultura e la loro identità, acquisendo nuovamente coscienza delle loro origini e per chiunque ritenga ancora queste pratiche come strane e fuori dal comune: ‘don’t you fuck with our energy.

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