Exit

Qualche settimana fa avevo pubblicato la prima parte del progetto fotografico dedicato al viaggio in Giappone, -Sabi” gli scatti notturni nel paese del Sol Levante ispirate al mondo Ghibli e al fotografo Masashi Wakui.
In questa seconda parte invece ho selezionato altri 12 scatti che come potete vedere sono in netta contrapposizione con quelli della prima sia nella gestione dei colori che in alcuni parametri come la clarity, raccontando un aspetto diverso ma altrettanto iconico del Giappone.
Negli ultimi anni si è come scatenata una moda nel ritrarre i profili urbani della città notturne, raccontandone le architetture, le silhoutte degli abitanti e le luci.
La cosiddetta BladeRunnerReality  nata come pagina Instagram in cui vengono raccolte foto che gli utenti avvicinano al mondo Blade Runner. Immagini urbane, notturne con una forte componente d’illuminazione al neon, cromaticamente vicine alla fotografia del film si ritagliano spazio in questa categoria attirando la curiosità di sempre più utenti e fotografi.
Shibuya e Shinjuku in particolare con l’illuminazione estrema al neon, gli schermi enormi sui grattacieli sono tra i posti al mondo che più si avvicinano alle ambientazioni del film di Scott. Il Giappone è sempre stato additato, a torto o ragione, come rappresentanza di un immaginario futuro e anche in Blade Runner, nonostante sia ambientato a LA, l’influenza nipponica è decisiva nella ricostruzione del set.
Le motivazioni della confluenza di stili e della lingua ( il cityspeak) sono motivate all’interno della storia, ma la scelta estetica parte proprio dallo stereotipo Giappone = scenario futuristico.
Tornando al progetto, ho scelto di partire con una foto che forse è l’unica a creare un ponte tra la prima e la seconda parte per poi entrare sempre più deciso nei tratti distintivi di questa tipologia di scatto.
Come promesso nell’articolo scorso oggi vi parlerò della strumentazione che avevo, ovvero una Sony RXmIV, una piccola compatta con lente Zeiss 24-70mm che pur non essendo particolarmente indicata per la fotografia notturna si è rivelata un’ottima alleata in termini di portabilità e prestazioni. La possibilità di avere una camera che anche con ISO più spinti non soffrisse di rumore sarebbe stata una bella comodità ma quando si è in viaggio peso e ingombro possono fare la differenza, e la RxmIV da questo punto di vista è straordinaria. Oltre che la camera in qualche occasione mi sono munito di cavalletto, un Manfrotto Befree ideale per chi viaggia (essendo io un videomaker il mio treppiedi ha la testa fluida, il che per la fotografia mi ha privato di qualche soluzione).
Il grosso del lavoro è stato effettuato in postproduzione, dove identificati i colori che volevo enfatizzare le modifiche si sono concentrate nella sezioni di split toning tra luci e ombre e sulle curve RGB.

per vedere altre foto di Manuel Camia:

 nate_drake89

 

 

 

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