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Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli studi relativi allo sviluppo della creatività e ai fattori che possono in qualche modo influenzarla o favorirla.
Viaggiare, gli orari , la personalizzazione del posto di lavoro e la possibilità di avere il tempo per occuparsi di attività extra e coltivare hobby sono state considerate tutte componenti fondamentali per mettere nelle migliori condizioni l’emergere degli aspetti creativi di ognuno di noi. Diverse start up o importanti aziende hanno iniziato a orientare le loro politiche lavorative in questa direzione, diminuendo le ore di lavoro o garantendo una maggiore flessibilità, superando lo stereotipo del “timbrare il cartellino” o della “campanella”.
Tuttavia è ancora difficile trovare queste soluzioni su ampia scala, e la vita da ufficio e i suoi ritmi scanditi può diventare una tediante esperienza mangia ispirazione.
Il viaggio può quindi rivelarsi la soluzione più comoda e perseguibile per interrompere la stasi da quotidianità e sempre più viene analizzato anche a livello scientifico per determinarne le sue reali ripercussioni, anche sulla creatività.
La creatività è legata alla plasticità cerebrale, le reti neurali sono stimolate e influenzate dall’ambiente: la luce, gli odori, i sapori. Di conseguenza cambiare posto, trasferirsi o intraprendere un viaggio coinvolgente può quindi essere fonte di uno stimolo fisiologico oltre che psicologico.

Lo sa bene anche Jean Jullien, graphic artist francese, che dopo diversi anni di lavoro in uno studio di Londra ha deciso d’interrompere la routine partendo per un’esperienza lavorativa di 6 mesi a LA.
Impacchettata la sua vita londinese ha deciso di seguire il richiamo del mare  e si è dedicato qualche giorno ad uno dei classici viaggi on the road della costa centrale californiana.
Ha voluto documentare il suo viaggio attraverso le foto che vedevano la sua caricatura interagire con l’esperienze e i posti incontrati lungo la strada, e dispensando in pillole le sue considerazioni.

Abbraccia la Natura. 

Camminare nella natura genera una scintilla di creatività,  a Big Sur di natura selvaggia ne si trova in abbondanza, dalle spiagge rocciose alle foreste avvolte dalla nebbia.
Jean ha trascorso una notte al Ripplewood Resort in una minuscola casetta vicina alla strada e che tuttavia sembrava nascosta  nel profondo del bosco.

“Per centinaia di anni tutti, scrittori, poeti e intellettuali, hanno lodato la natura e scritto quanto sia importante viverci a contatto. Nessuno però ha mai indagato i vantaggi di una vacanza nella natura da una prospettiva scientifica, con precisione” David Strayer

David Strayer è uno psicologo e docente universitario dello Utah che ha iniziato un percorso di studio che vuole dimostrare come l’escursioni nella natura e la diminuzione dell’uso di dispositivi tecnologici portino a migliorare la creatività degli individui, e dai primi test si è notato un miglioramento del 50%.
Lo studio non è stato disegnato per capire se questo sia merito esclusivamente del  contatto con la natura, o della disconnessione con il mondo tecnologico o dipenda da entrambi questi fattori tuttavia risulta evidente quanto dispendio di energia comporti la nostra costante iperconnessione con il mondo.

Sogna in Grande. 

Dormire lontano da casa, in una cornice immersa nella natura risveglia l’immaginazione. Questa la vista che si poteva godere dallo yurta in cui ha soggiornato Jean.

Schiaccia il naso contro il vetro.

Trovare nuove prospettive porta a mondi di meraviglia. Al Monterey Bay Aquarium, l’unica fonte di luce proviene dalle vasche dove si possono ammirare un’infinità di specie marine. Jean racconta di essere ossessionato dal disegnare il mondo acquatico e che quindi quest’esperienza è stata davvero stimolante.
Più in generale il cambiare prospettiva risulta uno degli aspetti  fondamentali per vivere appieno un viaggio, l’interagire e il mettersi in gioco in una realtà diversa da quella che delimita la nostra zona di confort è tra le sfide più stimolanti ed appaganti.

Acquisisci nuovi gusti. 

Assaggiare un posto può essere tanto importante quanto vederlo. Immergersi nelle tradizioni, anche quelle alimentari è un’ulteriore forma di esplorazione.
Jean ha raccontato di aver assaporato alcuni cibi decisamente americani, mentre divorava oltre che i tipici burgers una fantastica vista di Big Sur. Nuovi sapori stimolano più sensi del semplice gusto!

Rallenta. 

I viaggi finiscono spesso per essere dei sali e scendi vertiginosi di emozioni, immersi nella frenesia di vedere e scoprire posti nuovi, o spesso mossi dal desiderio di realizzare il programma studiato e analizzato per mesi ci si dimentica di goderci il momento. Rallentare e fermarsi se serve.
Jean è francese, cresciuto in un piccolo paesino di pescatori della Bretagna ha trovato nelle spiagge più remote e meno visitate i posti migliori dove concedersi qualche pausa e ricaricare le batterie.
Fermarsi a riflettere è necessario per dare nuova linfa alla nostra creatività, tanto quanto evadere dall’empasse del quotidiano.

Ritorna stanco ma fresco. 

Quando è tornato a LA racconta Jean, ci è arrivato con il serbatoio vuoto ma lo sketchbook pieno di nuove idee e schizzi… pesci, spiagge, uccelli marini, onde e tutto quello che aveva incontrato lungo il viaggio.
Questo racconto  non basterà certo a dimostrare scientificamente il binomio viaggio-creatività ma rafforzerà la convinzione che abbandonando la routine e la nostra zona di confort si possano esplorare territori sconosciuti, un’occasione per rinnovare il nostro sguardo verso l’esterno ma soprattutto verso di noi.

per scoprire più lavori di Jean Jullien:

 Jean Jullien

 

 

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