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Il 27 novembre ha inaugurato presso l’ospedale milanese Niguarda la mostra fotografica “Amori incondizioNATI”.
La mostra curata e realizzata da Francesca Musarò, fotografa per passione e dietista di professione, sarà ancora visitabile presso il Dipartimento Materno – Infantile, ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda Cà Granda – Blocco Nord – piano terra per tutto il mese di Dicembre.
Volevamo raccontarvi questo progetto, ma abbiamo preferito lasciare che fosse Francesca stessa a presentarlo, perchè nessuno meglio di lei poteva far arrivare un messaggio così intimo e personale.

“Ho sempre pensato che sarei diventata mamma giovane (mi dicevo a 20 anni). Di anni ne ho compiuti 40, l’età in cui mia madre mi ha partorito. Ma io madre non lo diventerò mai. Perché le cose accadono, non si spiegano. Ho scelto di andare a incontrarlo di persona il mio sogno e di viverlo attraverso la vita di altri.”

C’é voluto coraggio… Il coraggio di vedere quanto meraviglioso è questo sogno e di lasciarlo andare…

C’è voluto cuore… Per provare tutto l’amore possibile.

C’è voluto stomaco e pancia per trattenere indirettamente il dolore. E c’e voluta dolcezza. Ho aspettato. Le chiamate dei genitori. Il momento adatto per arrivare, per scattare. Il momento adatto per andare.

Ho trattenuto il fiato. Per non fare rumore. Per l’emozione. Ho rinunciato alla paura. Di non farcela.

Ho pianto. Di gioia. Ma forse non solo di quella.

Sono stata in prima fila e sono stata nell’angolo. Ho preso coscienza. Di quanto la nascita di un figlio segni il confine tra un prima e un dopo. Di quanto si cambi quando nasce un amore.

“Amori incondizioNATI”, si chiama così, perché dove nasce una vita è per forza amore…

Ma potrebbe chiamarsi fiducia, tenerezza, disarmo, sogno, brivido, stupore, dolore e gioia ma soprattutto gipoia, “respiri piano per non far rumore” e poesia e magia… potrebbe chiamarsi così…

Grazie ai genitori di Gabriele, Cesare Matteo, Thomas, Leone, Gioele, Alice, Federico, Aurora. Per avermi accolto. Grazie al reparto di ostetricia dell’ospedale di Niguarda, a Donatella Lissoni, a Silvana Fazio, a tutte le ostetriche e le OSS per avermi aperto la porta, aiutato, sostenuto rendendo possibile la realizzazione del progetto.

E grazie a me.

Per averci creduto. Da sempre. Incredibilmente.

Grazie a mia madre, che non c’è più. Per la vita.

“Quando una mamma e un bambino si guardano per la prima volta, tutti devono abbassare le luci, uscire in punta di piedi, chiudere la porta e non fermarsi ad origliare. Mamme e bambini si dicono in silenzio parole che nessuno vede. Parole che si intrecciano ai loro cuori e li fanno battere dalla felicità” leggenda brasiliana

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