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Vengono chiamati bodyhacker, sperimentatori fai da te che hanno l’obiettivo di modificare il proprio corpo con imbianti bio-tecnologici. Queste modifiche permettono di espandere le capacità sensoriali e di abbattere ostacoli che altrimenti un uomo non potrebbe superare. Queste persone condividono la visione utopistica della tecnologia, ma sono tra loro molto diversi; sono divisi in tre gruppi: coloro che cercano di allungare la propria vita, coloro che usano il trapianto come body art (esattamente come se fossero piercing o tatuaggi) e coloro che invece cercano di cambiare e aumentare le prestazioni del proprio corpo.

Così David Vintiner, affascinato da questa nuova tendenza, ha deciso di fotografare alcuni di questi “sperimentatori”.

Questi bodyhacker sono da qualche anno divenuti fonti d’ispirazione per molte persone. Uno di questo, James Young, un ragazzo dotato di un braccio artificiale progettato da lui stesso per sopperire alla mancanza dell’arto sinistro perduto in un incidente stradale, dice:

Molte persone mi hanno contattato dicendomi “grazie per essere uscito allo scoperto con il tuo super-braccio bionico, ora mi sento più a mio agio con la mia scialba protesi color pesca che mi ha assegnato il servizio sanitario nazionale”. Forse qualcuno si sta accorgendo che dare una protesi brutta e impersonale non è il massimo. E il bello è proprio questo: l’ho progettato io!

James Young

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