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Il 22 aprile del 1970 milioni di statunitensi si mobilitarono protestando contro il degrado ambientale che si stava verificando nel mondo, da allora questo giorno prese il nome di Earth Day e divenne una delle ricorrenze più importanti del calendario globale.
Quest’anno il focus della giornata è incentrato sul problema dell’inquinamento da plastica, soprattutto nei mari e negli oceani.
Nonostante il problema sia ampiamente documentato e nel marzo di quest’anno si stata confermata la presenza di un’isola di plastica grande quanto 5 volte l’Italia, 250 Kg di plastica vengono riversati nei mari ogni secondo.
I numeri sono certamente terrificanti: si è stimato che questa isola conti la presenza di 1.800 MILIARDI di pezzi di plastica di cui oltre il 94% costituite da microplastiche, ancora più pericolose perchè facilmente ingeribili dai pesci ed entrando così inesorabilmente all’interno della nostra catena alimentare.
Noi di Chora come ben sapete siamo molto attenti alla tematica che rappresenta una delle più importanti sfide del presente, ed oggi vogliamo mostrarvi alcune interpretazione creative del problema.
Il mondo dell’arte, del design lo dimostrano anche i numerosi progetti a cui abbiamo assistito in questi giorni al Fuorisalone di Milano e che vi presenteremo nel dettaglio prossimamente, sta cercando di proporre soluzioni sempre più green o che vanno in direzione di una nuova strategia che getti le basi per una nuova economia circolare delle materie plastiche, tematica affrontata nel dettaglio da Jyrki Katainen. L’obbiettivo è quello di favorire gli investimenti, contribuire a ridurre i rifiuti di plastica, offrendo anche nuove opportunità di innovazione e nuovi posti di lavoro.
Oggi però con questo articolo vogliamo proporvi tre installazioni molto simili che hanno preso vita negli ultimi 365 giorni, e che sono risultati un’efficace provocazione artistica sulla tematica dell’inquinamento dei mari e degli oceani.

La prima che vogliamo presentarvi è Plasticus di ‘Sky Ocean Rescue-Un mare da salvare’, una balena di 10 metri formata da 250 kg di rifiuti di plastica, la stessa quantità che ogni secondo viene gettata in mare. E’ rimasta esposta dal 16 al 22 aprile nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma nel corso del National Geographic Festival delle Scienze.
La maestosa installazione della balena è arrivata a Roma dalla Gran Bretagna per lanciare un messaggio di speranza e impegno, auspicando la possibilità di lasciare un mare più pulito alle nuove generazioni.

Solo poco tempo fa in Norvegia fu ritrovato il corpo senza vita di un cetaceo, la balena aveva diverse decine di buste di plastica nello stomaco che gli impedirono di nutrirsi portando il povero mammifero ad una lenta agonia conclusasi con l’inevitabile morte. Da questo triste episodio e in generale per affrontare il problema della plastica che sta portando all’estinzione di numerose specie di pesci nasce l’installazione di Greenpeace sulla spiaggia di Naic.
Greenpeace ha coinvolto i suoi volontari nella costruzione dell’installazione che rappresenta una balena arenata sulla spiaggia soffocata da rifiuti di plastica, elementi facilmente trovabili nei mari di tutto il mondo ma specialmente in quelli asiatici. Le Filippine sono, infatti, al terzo posto, dopo la Cina e l’Indonesia, per la lunghezza di coste inquinate a causa dei rifiuti in plastica. Per avere un’idea dei volumi basta pensare che più del 20% dei rifiuti prodotti nel paese finiscono in mare.

L’anno scorso aveva fatto rapidamente il giro dei social di tutto il mondo la performance del collettivo belga Captain Boomer.
Gli artisti hanno scelto di collocare la riproduzione di un’enorme balena realizzata interamente in plastica sulle rive della Senna, poco distante da Notre-Dame, notoriamente una delle icone architettoniche della capitale francese.
I ragazzi di Captain Boomer non  sono certamente stati i primi a sfruttare il potere della creatività e delle arti visive per intraprendere una campagna di sensibilizzazione in favore dell’ambiente, tuttavia possono considerarsi i pionieri di queste installazioni con protagonisti i grandi cetacei spiaggiati.

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